Abbandono e controllo

Trovare e seguire la propria passione nella vita
 

Jeshua canalizzato da Pamela Kribbe

Cari amici,

Vi parlo a partire dal cuore della coscienza del Cristo. Sono Jeshua, ma non solo quella personalità individuale vissuta sulla Terra 2000 anni fa. Qui, io rappresento ben più di questo. Rappresento l’energia Cristica che vive e vibra in ognuno dei vostri cuori. Colui che parla qui e ora rappresenta dunque allo stesso tempo la vostra stessa energia e vibrazione; è la vostra stessa sincera nostalgia che viene trasformata in parole in questo luogo in cui sediamo insieme.

Trovarci qui riuniti non significa solo tenere una semplice conferenza. E’ un’assemblea e una vera e propria celebrazione della Nuova Era. L’avvento di una nuova coscienza sembra talvolta così lontano. Sembrano esserci tanta disarmonia e tanti conflitti nel vostro mondo come pure dentro di voi. E tuttavia questo risveglio ha già avuto inizio. Nasce adesso una nuova dimensione di coscienza sulla terra e, dopo un lungo processo di preparazione, metterà radici poco a poco e diffonderà un’onda d’illuminazione su tutta la Terra. Voi tutti state partecipando a questa ondata di coscienza che si sta risvegliando, investendo la Terra in questo momento. Per molti aspetti, voi siete quest’onda di energia.

“Abbandono e controllo” è un soggetto importante in questo processo di risveglio spirituale, sia a livello individuale che collettivo. Al livello politico, i leader mondiali si trovano spesso a confrontarsi con questa questione. E’ ancora così difficile ricoprire una carica politica e prendere le relative decisioni a partire dal cuore. La politica non sembra ancora pronta per questo. Tuttavia, l’unica via per uscire dai grandi conflitti contemporanei sulla Terra, la sola opportunità di risolvere questi conflitti in modo pacifico, è abbandonarsi alla saggezza del cuore.

 La presa di coscienza universale dell’interconnessione e dell’unità possibile tra i popoli di razze, religioni e culture profondamente differenti è alla base della pace mondiale. La popolazione mondiale sta riconoscendosi sempre di più reciprocamente come esseri umani, malgrado le diversità esteriori, e questo è favorito dalle vostre moderne tecnologie d’informazione, grazie alle quali le distanze spazio-temporali diminuiscono sostanzialmente.

 Allo stesso tempo, questa progressione verso una comprensione reciproca è minacciata dalle nozioni superate del “noi” e “loro”, basate sulla paura. Continuare a pensare in termini di bene e male, di vero e falso, di noi e loro, perpetua le antiche ostilità e alimenta una gran quantità di disordine emozionale. Queste nozioni, che creano divisione,  continuano ad essere utilizzate dai politici per mantenere il proprio potere.

Tuttavia, ciò che determina di fatto la realtà a livello politico siete voi come individui. La politica non fa altro che riflettere la coscienza della maggioranza degli individui nel loro insieme. E’ attraverso la presa di coscienza di molti individui indipendenti insieme che un nuovo livello di coscienza può vedere la luce. Ma più che occuparci dell’aspetto politico, vorrei parlarvi ora del piano individuale, al quale voi tutti operate per integrare l’energia del cuore nella vostra vita e vi trovate ad affrontare la stessa questione dell’abbandono e del controllo.

Nel frattempo, vi chiedo di sentire semplicemente l’energia dell’abbandono, così come confluisce qui tra noi oggi scorrendo attraverso i vostri cuori. Voi tutti desiderate ardentemente questa sensazione di libertà e fiducia che è intrinseca all’abbandono, al lasciar-andare. Ma spesso voi non sapete ancora come integrare quest’energia nella vostra vita quotidiana.

Qual è l’origine del controllo nella vostra vita? Per “controllo” intendo: voler esercitare un potere sulla vita, forzarla a scorrere secondo i vostri desideri, che voi percepite come giusti e veri. Ma perché volete esercitare questo controllo sulla vostra vita e vivere così costantemente nell’ansia e nella tensione? All’origine del controllo c’è la paura. La paura è profondamente radicata nella struttura della vostra vita: il modo in cui siete stati cresciuti, l’educazione ricevuta e la società. I meccanismi di controllo sono presenti ovunque e vi sono stati insegnati come delle buone abitudini. All’apparenza, siete persone sensate e razionali se volete avere il controllo della vostra vita e organizzarla secondo la vostra ottica.

L’abbandono e l’imprevedibilità instillano in voi una sensazione di paura. Associate l’abbandono alla rassegnazione, al non saper che fare, all’essere sopraffatti  da confusione o crisi emotivi. Questa è, tuttavia, una concezione molto limitata dell’abbandono, nata dalla paura, da una coscienza basata sull’ego. Esiste una nozione molto più positiva dell’abbandono, quella associata ad uno stile di vita, un modo di essere, che consiste nel vivere la vita con totale fiducia, senza aver bisogno di controllarla, di forzarla o manipolarla.

L’ego desidera sopra ogni cosa mantenere il controllo perché è spaventato. S’identifica con immagini che non provengono dall’anima ma vi sono fornite dal mondo esterno. L’ego vive in una corsa senza fine per preservare l’immagine di sé, sia essa quella di un uomo d’affari di successo, di una madre di famiglia devota o di un bravo terapeuta. Vuole preservare quest’immagine per mantenere il controllo su ciò che gli altri pensano di lui. Nonostante tutto ci sono momenti in cui l’ego fallisce e perde, ciò che succede per esempio quando siete stressati, vi ammalate o la vostra relazione finisce. L’ego vede queste crisi, che vi costringono a mollare la presa e arrendervi, come dei colpi mortali.

L’ego associa dunque “abbandono” a “crisi”. Vive in un’alternanza continua tra controllo e crisi. Spesso, nei momenti di vera crisi, siete invitati a guardare il tesoro che vi si nasconde dentro. C’è sempre un elemento positivo che si nasconde dietro la crisi, che vi invita a riavvicinarvi al vostro cuore. E’ in questo modo che la vita vi conduce a riavvicinarvi a voi stessi, alla vostra saggezza e conoscenza interiore, anche se vivete secondo i dettami dell’ego. Perché ci saranno sempre delle situazioni nella vostra vita che vi metteranno di fronte alla scelta di abbandonarvi prima o poi. La vita vi offre continuamente delle occasioni di scegliere l’abbandono come modo di vivere.

Voi lo sapete bene. Voi tutti conoscete questi momenti di abbandono dopo una crisi, questi attimi preziosi di chiarezza e di consapevolezza, nei quali realizzate che siete portati dal flusso di un invisibile soffio divino. Vi rendete conto che questo flusso divino di vita vuole solo il meglio per voi, e che potete fidarvi di esso, anche se non vi porta esattamente ciò che vi aspettate. Ciò che tutti sognate è vivere secondo questa coscienza più elevata in modo più continuo; integrare questo modo di essere nella vostra vita quotidiana, senza dovervi necessariamente essere spinti da una crisi profonda o dalla disperazione. Voi tutti sognate di adottare l’abbandono come stile di vita.

Voi siete tutti dei guerrieri stanchi. Avete percorso una lunga strada. Talvolta, vi sentite molto vecchi e molto stanchi, ma sarebbe più giusto dire che siete stanchi di ciò che è vecchio...  Siete alla ricerca di un modo di essere senza sforzo, pieno d’ispirazione, leggero, e fluido. La chiave consiste nel non lasciarvi prosciugare della vostra energia nelle relazioni, nel lavoro o in altri obiettivi, al punto da crollare e che la crisi vi costringa ad abbandonare. Fate un passo avanti o, meglio, indietro, e focalizzatevi su uno stile di vita costantemente ispirato al lasciar-andare, alla fiducia e all’abbandono. Abbandonarsi significa: non lottare, non resistere, ma al contrario seguire il flusso della vita, essere fiduciosi che la vita vi offrirà esattamente ciò di cui avete bisogno. Abbiate fiducia che i vostri bisogni sono noti e saranno colmati. Accettate ciò che è nella vostra vita proprio ora e siate presenti ad esso. Desidero parlare di questo modo di affrontare la vita, perché  la vostra aspirazione ad esso è profonda e sincera. E’ un’aspirazione spirituale che viene dalla vostra anima, dal flusso divino dentro di voi.

 

I blocchi lungo il cammino dell’abbandono: tre falsi dei

Da un lato, desiderate profondamente abbassare la maschera e vivere apertamente secondo il modello iniziale della vostra anima. Aspirate alla sincerità, all’onestà, all’amore e alla connessione. D’altra parte, abbassare la maschera è molto difficile per voi. Siete cresciuti in mezzo a convinzioni e strutture che si sono radicate nella vostra psiche e vi impediscono di connettervi alla vostra anima. In particolare, voglio segnalarvi tre idoli o “falsi dei” ai quali spesso vi rivolgete per essere guidati ma che in realtà vi allontanano dal vostro centro, dall’equilibrio necessario affinché possiate vivere nell’abbandono a ciò che realmente siete.

 

Il primo idolo: Dio, come autorità superiore

Il primo falso dio è Dio stesso, ovvero, Dio concepito come signore e padrone della creazione. Questa specie di Dio è una costruzione dell’uomo, un’immagine di Dio che ha condizionato profondamente la vostra cultura.

Siete in molti a pensare di aver lasciato cadere quest’immagine tradizionale di Dio. Dite di non credere più in un Dio che giudica e punisce, lontano al di sopra di voi, e tiene un elenco dei vostri successi e dei vostri fallimenti come un maestro di scuola. Dite di credere in un Dio d’amore, che vi perdona continuamente, che si prende cura di voi e vi incoraggia. Eppure, quel vecchio Dio lo tenete in vita proprio nel modo rigido e senza amore con il quale vi trattate voi stessi! Non vi ripetete forse in continuazione che avete fallito, che avete sbagliato, che avreste dovuto progredire di più, che sia nelle vostre relazioni o nel lavoro o nel cammino spirituale. E vi torturate con pensieri come: non sto vivendo all’altezza delle aspettative di Dio, deludo le mie guide spirituali o il mi Sé Superiore, ho fallito nella mia missione, non aggiungo niente di significativo in questo mondo.

Molti di voi credono, segretamente per così dire, che ci sia un ordine superiore alla quale dovete rispondere od obbedire. Si tratti di una “missione dell’anima” o di un “cammino di vita” che è stato tracciato per voi, di una gerarchia spirituale che ha un “compito” da affidarvi, di una guida spirituale che vi dica che cosa fare o dove andare… in tutti i casi, continuate a credere nell’esistenza di un’autorità superiore, di un livello superiore rispetto a voi, che fareste meglio ad ascoltare. Ma nel momento stesso in cui date credito all’esistenza di un’autorità fuori di voi, capace di darvi direttive su quello che dovreste fare nella vostra vita, ecco che si ritorna al Dio tradizionale. Secondo quest’immagine, c’è un livello di verità al quale le cose sono fisse e stabilite e tutto ciò che vi resta da fare è vivere oppure no secondo queste regole. E’ una falsa immagine.      

Certo, quando venite al mondo, ci sono delle intenzioni nella vostra anima per la vita che verrà. Chiamiamole il vostro scopo superiore, ma non è stato decretato da niente che sia al di fuori di voi. Siete voi stessi ad averlo scelto ed è nato dai vostri desideri e  dalle vostre aspirazioni. Gli avvenimenti della vostra vita che sono “predeterminati” – nel senso della loro probabilità, poiché non c’è mai niente di fissato definitivamente – sono stati creati e scelti da voi. Potete connettervi al vostro scopo o alla vostra ispirazione superiore in ogni istante, mettendovi all’ascolto del vostro sentire, della voce del vostro cuore, delle vostre aspirazioni più profonde. Vi suggerirei di non ascoltare troppo le dottrine spirituali categoriche sul modo in cui dovreste vivere. Ascoltate particolarmente la cosiddetta parte inferiore di voi stessi: le emozioni potenti che si manifestano nella vostra vita quotidiana. Attraverso queste emozioni, l’anima cerca di raggiungervi e dirvi qualcosa.

Se desiderate conoscere ciò che la vostra anima vuole dirvi in questo istante, guardate le emozioni ricorrenti nella vostra vita, quelle che vi prendono di più. Guardatele con occhio benevolo e onesto. Non accusate nessun altro di essere la causa delle vostre emozioni, non prestate attenzione a cause esterne a voi, vedetele come i risultati delle vostre scelte. Per esempio, se siete spesso in collera o contrariati, qual è la sua origine? Che cosa vi manca? Che cosa vi sta dicendo la collera? Quale messaggio si nasconde dietro di essa? Forse il fatto di non essere riconosciuti o stimati dagli altri? Avete forse paura di mostrargli chi siete veramente, paura di sostenere la vostra verità? Nascondete spesso i vostri sentimenti e vi è difficile definire chiaramente i vostri limiti? Spesso, attraverso la collera, c’è proprio un messaggio che grida rivolto a voi: un’aspirazione ad essere ciò che siete realmente, a mostrare al mondo l’energia originale della vostra anima. Se riuscite a riconoscere l’aspirazione della vostra anima attraverso la collera, vedrete il vostro sé angelico brillare attraverso il vostro bambino interiore.

L’angelo in voi è il vostro sé superiore che vuole connettersi alla realtà del piano fisico, incarnarsi e far brillare la sua luce sulla realtà terrena. E’ quella parte di voi che SA. Il vostro bambino interiore è la passione della vita stessa: è desiderio, emozione, creatività. E’ la parte di voi che sperimenta. La parte” infantile” in voi è il vostro “sé inferiore”. Il bambino interiore è una fonte di gioia e creatività, se vive in armonia con l’angelo interiore. Ma se si allontana dalla carezza dell’angelo e va alla deriva, è una fonte di emozioni incontrollate. La collera si trasformerà in odio e vendetta. La paura diventerà un perenne stato di allerta, nevrosi e frustrazione. La tristezza degenererà in depressione e amarezza. Le emozioni originarie sono dei segnali… messaggi da quella parte di voi che fa l’esperienza. E’ il bambino che, attraverso le sue emozioni, tende le braccia verso l’angelo che è in voi. Le emozioni esprimono l’esperienza pura, senza-conoscenza. Sono l’espressione di una incomprensione. E’ stabilendo una connessione con l’angelo che le emozioni possono essere colte come segnali e comprese. Così, le emozioni diventano strumenti di trasformazione ed esplorazione: il “sé inferiore” arricchisce e completa il sé superiore, fornendo alla parte che ha la conoscenza dei contenuti sentiti. L’angelo in voi diventa vivo e fa l’esperienza di una gioia profonda quando gli viene permesso d’illuminare il bambino. E quando il Sé superiore risplende in questo modo, il vostro corpo emozionale si placa e ritorna all’equilibrio. Il frutto di quest’accordo tra l’angelo e il bambino è una conoscenza interiore intuitiva che ha il potere di colmare la vostra vita di luce e di leggerezza.

I principi superiore e inferiore in voi, l’angelo e il bambino, formano un insieme armonico e significativo. Le nozioni di “superiore” ed “inferiore” non sono dunque del tutto esatte. Si tratta piuttosto di un gioco gioioso tra il “conoscere” e lo “sperimentare”. E’ questa interazione che conduce ad una vera saggezza incarnata (contrapposta ad una saggezza teorica).

Per trovare una direzione riguardo a ciò che state vivendo nel momento presente, la cosa migliore da fare è rivolgervi al vostro bambino interiore. Dandogli l’attenzione di cui ha bisogno, lo circondate con la vostra coscienza superiore, la carezza dell’angelo. Per rendervi meglio questo concetto, torniamo all’esempio precedente della collera e dell’irritazione. Una volta che siete entrati in contatto con quest’emozione, considerandola proprio come fosse un bambino, potete invitare il bambino a venire verso di voi. Potete chiedergli che cos’è che lo fa arrabbiare e di che cosa ha bisogno da parte vostra per guarire. Lasciate che il bambino vi risponda e permettetegli di esprimersi in modo trasparente. Immaginate che vi parli in maniera vivace, con un’espressione precisa che traspare dal suo volto e un linguaggio del corpo chiaro ed eloquente. Forse sta cercando di darvi delle risposte molto precise, come per esempio “voglio che lasci il tuo lavoro” o “voglio prendere lezioni di danza”, oppure possono essere di carattere più generale, come “ho bisogno di divertirmi e distendermi di più” o ancora “non posso essere sempre perennemente gentile”. Prendete sul serio la sua risposta e sforzatevi di vivere il più possibile secondo le sue richieste. E’ anche possibile che non possiate realizzare di punto in bianco ciò che desidera il vostro bimbo interiore, però potete comunque muovere qualche passo in quella direzione per realizzare poco a poco le vostre aspirazioni.

Se stringete il bimbo arrabbiato, spaventato o triste in voi, in un gesto d’amore e di accettazione, lui si sente toccato dall’angelo in voi e il risultato è che riuscirete finalmente a sentire la voce dell’anima. Cominciate dalle emozioni, trovate il vero desiderio nascosto dietro quelle emozioni, e trovate un modo per realizzarlo a piccoli passi.

In questo quadro che vi ho fatto dell’angelo e del bambino interiore, non c’è posto per una figura autoritaria di Dio. Il “superiore” e “l’inferiore” si completano a vicenda in una relazione aperta, in dinamica evoluzione. L’angelo non ordina niente al bambino e il bambino non ha autorità sull’angelo. E’ nella loro interazione che potete scoprire ciò che è giusto per voi nel momento presente.

Troverete gli obiettivi della vostra vita attraverso questo contatto intimissimo tra l’angelo e il bambino. In questa connessione troverete la vera motivazione dei vostri comportamenti. Nessuna autorità fuori di voi può sostituire questa connessione, o stabilirla per voi. Un insegnante non può che indicarvi il luogo sacro in cui permettere al bambino interiore di lasciarsi coccolare e rassicurare e ispirare dall’angelo in voi. In quel luogo voi scoprite chi siete e che cosa desiderate davvero nel profondo. Delle regole generali sul modo in cui si dovrebbe vivere una vita spirituale quasi sempre risultano inadeguate, o comunque non avranno mai una validità universale. La verità è senza-forma. Ogni creatura ha la propria forma, il suo modo personale di vivere la Verità. E’ questo il miracolo dell’essenza unica ed inimitabile della vostra anima. I veri insegnanti spirituali non dettano mai direttive sulle cose da fare o da non fare, come “non mangiare carne” o “meditare tre ore al giorno”. Un vero insegnante SA che per voi si tratta solo di trovare la vostra verità interiore, in comunione profonda con voi stessi. Gli insegnanti possono indicare ciò che è stato loro utile sul proprio cammino, ma non ne faranno mai una regola o un dogma.

Se osservate il modo in cui Dio è stato descritto nella maggior parte delle vostre tradizioni religiose, è proprio questo che è accaduto. La maggior parte sono tradizioni di paura ed abuso di potere. Il bisogno di regole rigide e dogmi come la tendenza alle istituzioni organizzate gerarchicamente mostrano sempre che la paura e il potere sono all’opera. Tuttavia, la stessa cosa si è riproposta nella spiritualità “new age”. Prendete ad esempio le numerose predizioni e teorie speculative che circolano adesso. Se le seguite ciecamente senza consultare il vostro sentire rispetto a che cosa vi ispirano, rischierete di sentirvi insicuri e comincerete a chiedervi: “Sto facendo davvero la cosa giusta?”, “E se perdessi la coincidenza della nave spaziale del 2012?” o anche “Lo stato dei miei chakra sarà abbastanza puro per entrare nella quinta dimensione?”. Questo genere di domande non favorisce certo la vostra crescita interiore. Io vi chiedo piuttosto: rivolgetevi a voi stessi. Non concentrate la vostra attenzione sui movimenti dei pianeti o delle stelle, i cambiamenti climatici, o i giudizi di un “maestro asceso” per valutare il vostro livello di realizzazione. Voi siete il centro del vostro universo, il riferimento e la pietra di paragone del vostro mondo. Non c’è nessun Dio al di fuori di voi che ne sappia più di voi o che determini le cose per voi. Non solo il Dio che prima proiettavate fuori di voi, risiede in voi, ma questo Dio non è neanche onnisciente. Questo principio divino in voi e in tutta la creazione è una forza gioiosa che cresce e si evolve secondo percorsi aperti e imprevedibili.

 In questa cornice, “l’inferiore” ha la sua indubbia ragione di esistere: è il carburante della crescita e della realizzazione. La luce e l’oscurità hanno ciascuna un ruolo da giocare ed è nella accettazione di entrambe che otterrete l’illuminazione. Tendere verso la luce in modo unilaterale, ignorare o combattere l’oscurità, ciò a cui aspirano alcuni gruppi spirituali, crea un disequilibrio ed una resistenza sottile (nonché disprezzo) per la vita nella materia.    

Sbagliare nel fare le cose, commettere errori, va benissimo e può favorire la vostra crescita ben più che evitare gli errori. Nelle “cose sbagliate”, è latente il germe della luce. E’ solo facendo l’esperienza di ciò che è male dall’interno che potete fare l’esperienza di ciò che è buono, come qualcosa di bello, puro e vero. Non potete fare quest’esperienza a partire dall’esterno. Voi, Dio dentro di voi, vi siete immersi nell’abisso (nella realtà materiale) per arrivare alla conoscenza attraverso l’esperienza, e non per applicare la conoscenza all’esperienza. In questo senso, non c’è praticamente niente che non sia spirituale. Ogni esperienza è sacra e significativa. Non lasciatevi guidare da regole esteriori, che vi dettano che cos’è sano, giusto e spirituale da fare. La pietra di paragone è il vostro cuore: se sentite che è giusto per voi, allora va bene. Lasciate perdere tutto il resto.

 

Il secondo idolo: i criteri e gli ideali della società

Un altro falso idolo che vi allontana dall’energia originale della vostra anima è la “società”: i criteri e i valori che controllano il vostro mondo sociale e che vi vengono trasmessi attraverso l’educazione, la cultura e l’ambiente di lavoro. Molti degli ideali della società sono radicati nella paura, nel bisogno di controllare e strutturare la vita perché diventi un terreno di gioco adattato come si conviene. Molte regole di condotta non sono ispirate tanto da ciò che la gente sente o sperimenta veramente, ma da come appare all’esterno.

Sforzarsi di vivere secondo questi criteri può mettervi fortemente sotto pressione. Pensate alla paura di non essere come gli altri, non essersi realizzato abbastanza, non essere abbastanza belli, non avere relazioni ecc… Confrontandovi con immagini irreali di successo e di felicità, la vostra energia creatrice si blocca e non vi sentite più a casa vostra in questo mondo.

A causa di tutti questi obblighi e divieti, che sono diventati come una seconda pelle, osate appena esplorare la vostra creatività originale. Avete paura di uscire dai sentieri battuti. Ma è appunto quest’energia originale della vostra anima, che vuole scorrere proprio attraverso di voi e nessun altro, che è la benvenuta e attesa sulla Terra! E’ questa parte di voi che è fatta per portare la trasformazione della coscienza sulla Terra proprio adesso.

Connettervi ai vostri impulsi creativi e esprimerli secondo il vostro modo unico ed inimitabile esige spesso che vi allontaniate dagli obiettivi e dagli ideali della società. Può essere che il vostro ritmo naturale per esplorare voi stessi e quindi manifestare chi siete ad un livello materiale non coincida con lo schema prefissato dalla società sul come e quando raggiungere certi obiettivi nella vita. Può essere che dobbiate passare attraverso un lungo processo per conoscervi in profondità, senza produrre né realizzare niente a livello esteriore. Anche se sembra che non otteniate alcun risultato così facendo, e agli occhi della gente sia sinonimo di fallimento, voi in realtà state lavorando ardentemente a livello interiore e scoprite una marea di cose preziose su di voi. Prendetevi il tempo che vi serve per scoprire chi siete, dove la vostra energia naturale vi conduce, e per integrare tutto questo nel vostro essere emozionale e fisico. Non prestate granché attenzione alla riuscita esteriore. Focalizzatevi su ciò che vi sembra buono e giusto, ciò che vi fa sentire a vostro agio e ispirati. Se riuscite a trovare questo stile di vita, e sentite pace e calma dentro di voi, entrerete molto facilmente in contatto con l’energia originale della vostra anima.

Le persone hanno molta paura di ciò che la società si aspetta ed esige da loro. Il paradosso è che la “società” in quanto tale neanche esiste. Quello che abbiamo sono molte persone insieme, ognuno con le sue aspirazioni sincere e le sue paure radicate in profondità. Ognuno aspira ad essere libero nel senso più profondo del termine: essere se stesso in tutta semplicità senza paura del giudizio altrui. Rifletteteci allora, ogni volta che prestate attenzione a ciò che gli altri pensano di voi. Di fatto, voi diventate a vostra volta il peggior nemico degli altri, poiché conformandovi alle loro regole e temendone il giudizio, mantenete in vita dei falsi ideali e soffocate voi stessi e loro ancora di più. Voi stessi diventate la “società” per qualcun altro.

Soprattutto voi, che siete i pionieri della nuova era, potete essere un esempio per coloro che sono prigionieri della paura. Diventate questo esempio quando rimanete veramente fedeli a voi stessi, quando siete in ascolto del vostro sentire, quando vivete in accordo con esso senza tener conto dei giudizi esteriori. Questi giudizi nascono dalla paura, non dall’amore, e sono spesso basati su vecchie regole e codici di condotta di cui nessuno si ricorda neanche l’origine. Questi vecchi codici di riferimento che non sono più in connessione con il cuore dell’Uomo aspettano di essere trasformati dall’interno grazie a coloro che osano aprirsi a nuove prospettive. La società aspetta voi. Aspetta con ansia dei criteri di riferimento e degli ideali ispirati che aiutino la gente a ricollegarsi al proprio cuore e a ciò che realmente desiderano. Voi contribuite alla trasformazione della coscienza collettiva essendo un esempio d’amore piuttosto che uno schiavo della paura.

Osate invitare la parte bambina e giocherellona che è in voi. Entrate spesso in contatto con il vostro bambino interiore: lui sa bene che cosa vuole. Spesso, voi intuite appena ciò che desidera il vostro cuore e avete l’impressione di aver perso la vostra passione. Questo perché non lasciate più giocare, fantasticare e sognare il vostro bambino interiore. Quando vi misurate rispetto ai parametri che vi vengono dall’esterno (ciò che è appropriato alla mia età, al mio sesso, alla mia condizione sociale), vi limitate da soli e non permettete al bimbo, al sognatore e al visionario di condurvi oltre questi limiti, ricollegandovi alla vostra “legge” interiore.

Siete nati tutti con una ispirazione, un desiderio di manifestare qualcosa sulla Terra, per voi e per gli altri (“la società”). Non siete venuti quaggiù per vivere dentro una torre d’avorio. Fate parte della coscienza collettiva sulla Terra e siete venuti quaggiù per ispirare e dare inizio al cambiamento. Solo questo potrà rendervi felici e completi. Ricollegandovi al vostro bambino interiore e cogliendo di nuovo la magia di quella passione delle origini, i limiti e le frontiere cadranno e troverete la vostra strada nella vita con più facilità e leggerezza. Più vi libererete di questi falsi dei che vi mantengono piccoli e spaventati, più la vostra vita sarà basata sulla libertà e sull’abbandono al vostro cuore, e più l’Universo vi darà il suo sostegno e i mezzi necessari perché la vostra passione si realizzi.         

 

Il terzo idolo: avere compassione degli altri e assecondare la loro sofferenza  

C’è un altro falso dio di cui vorrei parlarvi e che forse è quello che vi tiene più occupati nella vostra vita quotidiana. E’ la tendenza ad avere compassione del prossimo, caricandovi il fardello di coloro che amate e soffrendo con loro. Ebbene, vi starete forse chiedendo com’è che questo possa essere considerato un idolo. Non è forse giusto connettersi profondamente agli altri, soprattutto a coloro che amo, aiutandoli quand’è possibile? Ma ciò cui mi riferisco è quella propensione che avete a collegarvi al vostro prossimo così profondamente da lasciarvi coinvolgere nella loro disperazione, nei loro problemi e nelle loro emozioni negative, perdendo il contatto con il vostro centro e la vostra pace interiore. Questo tipo di compassione e sofferenza non rientra nel vostro compito, non è affatto utile agli altri e non è nemmeno giusto da un punto di vista spirituale.

Una parte considerevole di quella che chiamate una “iper-sensibilità” consiste nell’essere così aperti all’energia degli altri che questa spazza via la vostra. La vostra empatia (ovvero la capacità di sentire gli umori e le emozioni degli altri) in questo caso non è compensata a sufficienza dalla consapevolezza che quelle energie negative che percepite nell’altro sono appunto le sue e non le vostre. Voi non avete piena coscienza che quella negatività gioca un ruolo vitale nella vita dell’altro e che può darsi riusciate a portare luce con la vostra compassione e comprensione ma che non aiuta nessuno di voi soffrire insieme a quella persona. 

E’ evidente e naturale che desideriate vedere le persone amate condurre una vita felice e gratificante (si tratti della vostra sposa, di un figlio, un genitore o un amico). Vi augurate che stiano meglio e risolvano i propri problemi. Tuttavia, ricordate sempre che le difficoltà che hanno sono una loro creazione. I problemi affettivi, di denaro, di salute, i disordini psicologici, tutti riflettono dei conflitti interiori profondamente radicati nella loro anima. Da qualche parte nel loro intimo, le persone vogliono fare l’esperienza di quei conflitti per capire bene qualcosa. Spesso sembrano delle vittime, soprattutto quando girano in tondo ripetutamente, tornando al punto di partenza. Ma il più delle volte questo è un segnale che hanno bisogno di ripetere ancora quell’esperienza per far luce su un aspetto del problema più in profondità e che non sono ancora pronti a ricevere il vostro aiuto. Se malgrado tutto, vi ostinate a cerare di aiutarli, cadrete facilmente nella trappola della pressione e del controllo, esaurendo molto presto anche le vostre riserve di energia. Sarete voi, allora, a rinunciare all’abbandono come stile di vita.

Dando troppo o in modo inappropriato, sprecate dell’energia e vi legate a livello emotivo alla persona che aiutate. Questo vi rende dipendente dall’altro per il vostro stesso benessere. Le vostre energie emozionali si mischiano e questa è una delle cause principali della perdita di energia, di vitalità e di auto-consapevolezza. Poche cose possono esaurire la vostra energia come un persistente senso del dovere, senso di colpa o di responsabilità nei confronti di qualcun altro.

In una “relazione d’aiuto” di questo tipo nascono spesso delle questioni di potere, anche senza che le persone coinvolte ne abbiano intenzione a livello cosciente.  Dando troppo o in modo inappropriato, infatti, colui che aiuta cerca di mascherare un vuoto interiore che passa in secondo piano se si è preoccupati per qualcun altro. Aiutare qualcuno può contribuire a farvi sentire più forti e più sicuri di voi stessi. Colui che monopolizza la vostra attenzione trae da questo una sensazione piacevole e confortevole, e si accorge in fretta che può influenzarvi con i suoi stati d’animo e le sue emozioni. Sa che se per lui le cose peggiorano, gli concederete ancora più attenzione (perché desiderate così tanto che stia bene). Chi soffre sa dunque che vi ha in suo potere e che tutto sommato è gratificante per lui restare nel ruolo della vittima. In una simile relazione avviene un forte scambio di energie, che vi esaurirà entrambi, perché non è in sintonia con ciò che desidera realmente la vostra anima. Non c’è verità spirituale in questo ridursi l’un l’altro ad un ruolo così limitato. Colui che aiuta finirà presto per sentirsi frustrato perché colui che soffre non farà grandi progressi: non è infatti nel suo interesse cambiare perché ha costruito la sua identità sul ruolo della vittima. Si immedesimerà ancora di più nel ruolo della vittima, fino a sentirsi completamente paralizzato. Ed entrambi cominceranno a darsi fastidio e a biasimarsi a vicenda.

Voi condividete facilmente i sentimenti e compiangete le persone che vi circondano. Soprattutto le anime operatrici  di luce, che sentono un profondo impulso a diffondere luce e consapevolezza sulla Terra, sono molto sensibili alla sofferenza degli altri. E’ doloroso per voi stare a guardare la sofferenza diffusa a livello mondiale, per esempio nelle regioni devastate dalla povertà o dalla guerra, dalla distruzione o dall’inquinamento ambientale. Ma è di fronte alla sofferenza a voi più prossima, nel vostro ambiente personale, che vi sentite ancora più coinvolti. Ed è soprattutto là che siete messi di fronte alla sfida di riprendere il vostro potere.

E’ importante prendere coscienza che non è facendovi più piccoli che aiuterete gli altri. Spesso credete che assorbendo e mandando giù una parte delle emozioni dell’altro, vi legate di più a lui e che così facendo lo aiutate. E’ come se condivideste il suo fardello. Ma in realtà facendovi carico dei problemi dell’altro, non fate che raddoppiare il fardello. La parte d’ombra si intensifica. Accompagnando la sofferenza dell’altro, il vostro potere si frammenta e viene annientata dalla negatività che è in lui. Comincerete a pensare di non avere  il diritto di essere felici, in pace ed appagati, mentre l’altro sta soffrendo. E’ un grave errore. In realtà, è vero l’esatto contrario.

Essere davvero d’aiuto a qualcuno significa mettere la propria energia al servizio della soluzione del problema, e non al servizio del problema in quanto tale. A tal fine, avete bisogno di crescere piuttosto che farvi più piccoli. Più risplenderete di coscienza di Sé e d’indipendenza, più rappresenterete “l’energia della soluzione”, più potrete offrire agli altri senza per questo esaurirvi. Se soffrite con loro, in realtà non state facendo altro che affermare il problema. Se invece restate calmi e centrati, senza entrare in risonanza con le emozioni pesanti dell’altro, aprite una nuova prospettiva, un modo del tutto nuovo di vedere il problema. E’ appunto evitando di entrare in risonanza con l’energia del problema che potrete rischiararlo di una luce nuova.

Una vera guida spirituale non consiste mai nel risolvere i problemi degli altri. Si tratta piuttosto di essere per loro un segnale di luce e di consapevolezza, che li mette faccia a faccia con i propri problemi in modo da poterli considerare sotto una prospettiva differente. Li mette in grado di vedere un significato e un valore nel problema; restituisce loro un senso di libero arbitrio e di responsabilità. Qualcosa che è in voi tocca il loro cuore e li ispira: è l’energia d’amore. L’energia dell’accettazione. In questo modo, offrite loro “l’energia della soluzione”, non facendo qualcosa per loro ma essendola. Questa è l’opera della Luce: essere il vostro sé naturale, in pace con voi stessi, trasmettendo agli altri questa pace. L’intento non è quello di caricarsi il fardello degli altri o trovare la soluzione ai loro problemi. Si tratta di portare l’energia della soluzione nel vostro proprio essere e condividerla apertamente con gli altri. E’ il cuore della vostra missione sulla Terra, il cuore dell’espressione “portare la luce”.

 Essere fedeli a voi stessi, prendervi cura di voi e restare in ascolto di ciò che vi suggerisce l’intuito, sono questi i requisiti per radicare la frequenza dell’amore sulla Terra. E’ quello che la vostra anima desidera per voi. Ogni volta che lasciate che gli altri vi sottraggano l’energia, o che date troppo di voi stessi per paura o per bisogno di controllo, una parte della vostra luce viene sparpagliata e avrete bisogno di recuperare e guarirvi emotivamente per ritrovare il vostro naturale equilibrio e la vostra vitalità. Osservate come funziona questo meccanismo nella vostra vita quotidiana. Se vi create dei problemi nei confronti degli altri, rispetto a come vi vedono o come dovreste aiutarli e i vostri pensieri girano in tondo e le stesse emozioni si ripetono, allora siete intrappolati nello schema della paura e del controllo. Spesso avete la tendenza a donare la vostra energia poiché pensate di migliorare le cose, aiutare la gente o risolvere i loro problemi. Ma prestate attenzione: il vostro contributo serve davvero alla soluzione del problema o piuttosto lo rinsalda e dunque lo mantiene in vita? Chiedetevi allora se non state forse servendo un idolo piuttosto che la vostra vera luce interiore.

Cercare di controllare le cose sembra spesso giusto e sensato, ma il più delle volte è la paura che vi costringe a farlo. Di frequente vi sentite stanchi e sfiniti a causa di tutti gli sforzi che fate nei diversi settori della vostra vita, ma spesso  vi ci aggrappate avendo l’impressione di esserci costretti e di doverci mettere ancora più energia. Pensate di doverlo a qualcuno, a un’organizzazione, alla società, o persino a Dio. Ma ogniqualvolta vi sentite emotivamente sfiniti, che portate le cose troppo oltre, è davvero tempo di lasciar andare e trovare uno spazio tranquillo per voi stessi. E’ tempo di lasciar perdere il mondo e rivolgervi dentro di voi. Darci un taglio e ricongiungervi al vostro bambino interiore riveste la massima importanza al fine di restare ben centrati e mantenere l’equilibrio. Ricollegandovi al bambino interiore, risvegliate anche il voi angelico, il custode del bambino. Vi ricollegate al vostro “sé inferiore” e al vostro “sé superiore” e, sentendoli nel profondo di voi stessi e rimanendo in ascolto attentamente, incomincerete a percepire come possano giocare insieme con gioia nel vostro presente. Vedrete chiaramente che cosa c’è da fare o da cercare per tornare ad essere centrati e in pace.

 

Trovare la propria passione e seguirla

Ognuno di voi nasce con una passione. Immaginate questa passione come fosse una bellissima rosa rossa. Immaginate che, un attimo prima di nascere, vi troviate al limitare del cielo, con in mano quella splendida rosa rossa. Benché esitiate a fare il salto verso il regno della Terra, domandandovi con una erta malinconia se siate davvero pronti , sentite un fuoco dentro di voi, una passione, che vi si presenta sotto le sembianze di quella rosa. Immaginate ora di fare il salto, vi state incarnando, e adesso portate la rosa in voi, nel vostro ventre, nel vostro cuore. Lasciate venire a voi l’energia della rosa. Permettete alla vostra passione delle origini, alla vostra ispirazione più profonda di presentarsi a voi, adesso. Guardate la rosa, che aspetto ha adesso? Cogliete la prima immagine che vi viene spontanea. La rosa ha forse l’aria un po’ triste e appassita? Oppure è raggiante di vita? Vedete un bocciolo o un fiore gia sbocciato? Ha forse bisogno di qualcosa da voi in questo istante? Forse più acqua o più luce, più amore o più attenzione, oppure potrebbe voler cambiare posto, per ritrovarsi in un ambiente più favorevole? Immaginate di darle esattamente quello di cui ha bisogno, e state a vedere che effetto avrà su di voi nel profondo.

La Terra è rossa, come il chakra di base o della radice. E’ il colore della passione. Voi spesso avete paura della vostra passione. Avete paura di lasciare che questo flusso originale si esprima liberamente nella vostra vita, perché questo va contro tutto ciò che la società o la tradizione considerano corretto, buono e sensato. Tuttavia, in ognuno di voi c’è una passione originale ed una ispirazione che è la sorgente stessa della vostra esistenza qui e adesso. Non potrete sentirvi davvero appagati e ispirati finché non permetterete a questa energia di scorrere attraverso la vostra vita e di guidarla. L’essenza dell’abbandono come stile di vita consiste nell’abbandonarsi a se stessi, alla passione della vostra anima, all’ispirazione che ha sostenuto la vostra attuale vita.

Eccovi qualche indicazione per riconoscere se siete collegati alla passione della vostra anima:

1. Sentirsi ispirati – ovunque fluisca, è proprio lì che dovete essere

 Adottare l’abbandono come stile di vita significa che vi lasciate guidare da ciò che vi ispira veramente. L’abbandono non è un’energia passiva. Abbandonandovi a ciò che vi motiva e vi ispira realmente, aprite la porta ad un flusso di energia attiva e vitale. Per scoprire qual è il flusso adatto a voi, avete bisogno di individuare con che genere di attività la vostra energia si mette in movimento  in modo del tutto naturale. Quali sono le cose che vi rendono felici e in pace? Impegnandovi in quali occupazioni o esperienze sentite che le cose vanno da sé senza sforzo e con grazia? Qual è l’essenza di queste cose o di queste attività? Cercate di sentire di che si tratta e sappiate che ci possono essere infiniti modi perché questa essenza prenda corpo e forma.

2. Essere fedeli alla propria natura – ciò che vi viene naturale è ciò per cui siete portati

Per riconoscere la vostra passione, è importante che realizziate che è sempre qualcosa che vi viene molto naturale. E’ qualcosa, un’attività, un’occupazione o una forma di espressione, che vi attira, vi interessa e a cui amate dedicarvi. E’ qualcosa di familiare e spontaneo, quasi del tutto evidente dal vostro punto di vista. Per realizzarvi attraverso il vostro dono naturale, potreste dover sviluppare certe competenze o seguire un programma educativo, ma questo sarà per voi relativamente facile e fonte di gioia. La vostra passione si accorda con i vostri talenti e le vostre capacità. Implica delle attività per le quali siete dotati già in partenza.  

3. Mantenere dei confini chiari e osare dire “no” – prendervi sul serio

Siete nel flusso dell’abbandono a voi stessi solo se vi prendete sufficientemente sul serio per dire di no alle cose e alla gente che inibiscono o bloccano questo flusso. Potete seguire la vostra passione solo se osate dire no a quel che non va bene per voi o che non sentite giusto per voi. Abbandonarvi a voi stessi, alla vostra ispirazione unica, significa essere a volte precoci e testardi, fuori dal mucchio, fiduciosi nei messaggi del proprio cuore anche quando le persone vi prendono per stupidi o insensati. Si tratta di essere leali con voi stessi. Osate essere grandiosi, osate fare la differenza! Lo sapete, in realtà non c’è alternativa. L’unica alternativa è lasciare che il vostro flusso naturale d’ispirazione ristagni e si prosciughi e che cominciate a sentirvi frustrati, vuoti, in collera e insoddisfatti. Se non fate la scelta in vostro favore, la fate contro di voi. L’energia della rosa, la vostra passione, si ritira, creandovi problemi psicologici, come la solitudine, l’alienazione e infine la depressione. Quindi, osate dire no, osate delimitare il vostro spazio con confini chiari. Non abbiate paura di passare per degli egoisti secondo i criteri dei falsi dei.

4. Pazienza e ritmo - fatelo passo dopo passo

Se siete collegati all’energia della vostra anima, alla vostra ispirazione, essa vi aprirà un sentiero nella vostra vita quotidiana. Delle opportunità (sotto forma di persone o situazioni che incontrerete sul vostro cammino) verranno a voi secondo la frequenza ed i tempi adatti a voi. Se volete entrare in sintonia con questo flusso di manifestazione, restate nel momento presente e procedete passo dopo passo.. Cercate di non correre davanti alle cose che hanno bisogno di realizzarsi perché si esaudiscano i vostri sogni e la vostra passione. E’ la vita a prendersi cura di voi, voi non avete alcun bisogno di prendervi cura di lei. Restate semplicemente all’ascolto della vostra passione e affidatela nelle mani di Dio in voi. Lasciate che l’angelo dentro di voi si prenda cura e vegli sui sogni e le aspirazioni del vostro bambino interiore. Lasciatevi andare e abbiate fiducia!

Vi ringrazio di essere stati qui oggi. E’ un grande piacere stare qui con voi e ricordatevi che l’ “Io” che vi sta dicendo questo rappresenta per una parte importante e considerevole la vostra stessa energia. E’ la vostra stessa energia che vi fa cenno, invitandovi: Osate vivere, osate essere chi siete davvero!

 

© Pamela Kribbe 2007
www.jeshua.net

Traduzione di Viviana Barbaro e Paula Launonen





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