Dall'ego al cuore II
 

Jeshua canalizzato da Pamela Kribbe

Esplorare le vostre ferite interiori

Abbiamo distinto quattro fasi nella trasformazione dalla coscienza basata sull'ego a quella basata sul cuore.

1.

Essere insoddisfatti di ciò che la coscienza basata sull'ego ha da offrirvi, desiderando "qualcosa d'altro": l'inizio della fine.

2.

Diventare consapevoli dei vostri legami con la coscienza basata sull'ego, riconoscendo e rilasciando le emozioni e i pensieri collegati ad essa: parte centrale della fine.

3.

Lasciare che le vecchie energie basate sull'ego muoiano dentro di voi, gettando via il bozzolo, diventando il vostro nuovo sé: la fine della fine.

4.

Il risveglio dentro di voi della coscienza basata sul cuore, motivata dall'amore e dalla libertà; aiutare gli altri a fare la transizione.

In questo discorso, parleremo della fase numero due.

Quando smettete di identificarvi con l'ego, all'inizio voi entrate in uno stato confusionale riguardo a chi siete. Questa confusione può essere di natura profonda e molto filosofica. Vi fate delle domande riguardo al significato della vita, il bene e il male, ciò che sentite e pensate realmente paragonato a quello che gli altri vi hanno insegnato a sentire e pensare. All'improvviso queste domande sono molto reali per voi e hanno un rapporto diretto con le scelte che fate nella vita. Vi guardate e pensate: sono io questo? È questo che io voglio? È difficile fare delle scelte adesso che nulla più è evidente.

Infatti, state facendo ora un passo indietro, un passo nelle profondità, un passo verso l'interno. Diventate consapevoli di parti più profonde di voi stessi, parti che sono meno condizionate dalla vostra educazione e dalla società. Ricevete delle fugaci visioni di chi siete realmente: la vostra unicità, la vostra individualità. Vi ricordate che esiste una parte di voi che non dipende da alcuna cosa intorno a voi, né dai vostri genitori, né dal vostro lavoro, né dalle vostre relazioni, nemmeno dal vostro corpo. Ecco che percepite - vagamente - la vostra divinità, la parte di voi che è totalmente libera ed eterna.

Infatti, voi siete tutti degli esseri multidimensionali; vi potete manifestare e vi manifestate in varie realtà diverse contemporaneamente. Non siete legati ad una struttura di tempo lineare. La vostra attuale personalità è soltanto un aspetto dell'entità multidimensionale che siete. Una volta che vi rendete conto che la vostra attuale espressione, come un essere umano fisico, è semplicemente un aspetto di voi, andate oltre e potete mettervi in contatto con il Sé più grande che siete.

Ma prima di arrivarci, dovete guarire le parti ferite dentro di voi.

Il vivere secondo i dettami e le esigenze dell'ego ha causato delle ferite psicologiche dentro di voi. Lasciar andare la coscienza basata sull'ego crea inizialmente confusione, dubbi e disorientamento. Dopo questo primo passo, entrate in una nuova fase: si tratta della fase in cui osservate, comprendete e guarite le ferite interiori. Ora parleremo di questa fase.

Con l'ego che aveva il controllo, per molto tempo le vostre azioni e i vostri pensieri si sono basati sulla paura. In un certo senso, avete fermamente inseguito il vostro desiderio di potere, riconoscimento e controllo. In questo, avete tradito la vostra stessa natura. Il vostro comportamento si è basato su criteri esteriori anziché sui vostri reali bisogni. Inoltre, non siete stati capaci di amare realmente un altro, giacché l'amore è esattamente opposto al bisogno di controllare o dominare. Questo stato di coscienza in sé costituiva un attacco all'integrità della vostra anima. L'anima soffriva sotto il dominio dell'ego.

Quando vi districate dalla stretta e presa dell'ego, questo dolore interiore diventa più visibile per voi. Vi viene esposto, nudo e crudo, privo di maschere. Ancora non sapete, tuttavia, come affrontare questo dolore, poiché vi trovate tuttora in uno stato di confusione e disorientamento. Di solito passate attraverso uno stadio in cui giudicate le vostre ferite interiori, perché sembra che vi portino a modelli di comportamento negativi: dipendenze, depressione, cambi di umore incontrollabili, problemi di comunicazione, difficoltà nelle relazioni intime.

Questo giudicare voi stessi infligge altro dolore all'anima, che ha appena iniziato a voltarsi verso la Luce. L'anima sta abbandonando il bisogno di potere e controllo, sta diventando più sensibile....e poi rimane intrappolata nell'autocritica.

Molte persone stanno vagando in questa terra di nessuno, tra l'ego e il cuore. Stanno cercando una realtà più amorevole, ma sono ancora alla portata della frusta dell'ego.

In realtà, non è la vostra ferita interiore che vi fa cadere in preda a quelle che considerate "caratteristiche negative" in voi stessi. A causare la negatività è il vostro giudicare il dolore. Se guardate a voi stessi con un atteggiamento di accettazione, non vedete una persona dipendente o depressa o fallita. Vedete solo un dolore interiore di cui bisogna prendersi cura nella maniera più gentile e dolce possibile.

Il passo più importante nella fase due della transizione dall'ego al cuore è che siete disposti a capire il vostro dolore interiore: lo accettate, comprendete le sue origini e gli permettete di essere.

Se riuscite a percepire il nucleo di paura, che è intrinseco a tutte le espressioni della coscienza centrata sull'ego, siete entrati nella realtà della coscienza basata sul cuore. Per quanto riprensibile sia il comportamento di qualcuno, se riconoscete il dolore sottostante, la solitudine e il bisogno di proteggersi, voi entrate in contatto con l'anima che manifesta il comportamento negativo. Non appena percepite l'anima che ha paura, sarete in grado di perdonare. Questo vale anzitutto per voi stessi.

Prendete qualcosa in voi stessi che detestate davvero, qualcosa che vi irrita realmente, pensando che avreste dovuto liberarvene già da tempo. Può essere insicurezza o impazienza, o una dipendenza: qualunque cosa che secondo voi non dovrebbe esserci. Ora cercate di capire il vero motivo dietro questa caratteristica o tendenza. Che cosa c'è che vi costringe a sentire o fare questa cosa ripetutamente? Riuscite a percepire un elemento di paura nella motivazione?

Notate che non appena vi rendete conto che c'è della paura, diventate comprensivi, sentendo qualcosa come: "Oh, non sapevo che tu avessi tanta paura! Ti aiuterò io." Ora c'è tolleranza nel vostro atteggiamento. C'è amore e perdono.

Finché giudicate il comportamento basato sulla paura, quali aggressività, dipendenze, remissività, vanità, ecc., come "cattivo", "peccaminoso" o "stupido", state giudicando. Ma il giudicare stesso è un'attività che si basa sulla paura. Avete notato che quando giudicate, diventate duri dentro. Qualcosa s'irrigidisce, come le labbra che si serrano e gli occhi che diventano freddi. Perché abbiamo bisogno di giudicare le cose? Cos'è questo bisogno di limitare le cose in giuste e sbagliate? Cos'è la paura sotto la nostra necessità di giudicare? È la paura di affrontare la nostra oscurità interiore. È, fondamentalmente, la paura di vivere.

Nel lasciar andare la coscienza basata sull'ego, vorrete sviluppare un modo completamente nuovo di osservare le cose. Questo modo di osservare può essere meglio descritto come neutrale, ossia prende nota semplicemente di ciò che è, senza alcun interesse per come le cose "dovrebbero essere". Le cause e gli effetti del comportamento basato sull'ego vengono osservati, il nucleo di paura interiore viene riconosciuto, e così l'ego diventa davvero trasparente per voi. E se lo desiderate, potete lasciar andare tutto quello che vi è trasparente.

Ogni essere umano conosce la paura. Ognuno di voi conosce l'oscurità e la solitudine dell'essere presi dalla paura. Quando la paura si manifesta apertamente sul viso di un bambino, la maggioranza delle persone reagisce all'istante afferrandone la mano. Ma quando la paura viene manifestata indirettamente, attraverso le maschere della violenza e della brutalità, sembra imperdonabile. Quanto più distruttivo e crudele il comportamento, tanto più difficile è percepire la paura e la desolazione dietro ad esso.

Eppure, voi siete in grado di farlo.

Dalle profondità della vostra personale esperienza di paura e desolazione, voi potete entrare in contatto con la paura profonda nelle anime di assassini, stupratori e criminali.

È possibile per voi comprendere le loro azioni. E se lo fate basandovi sulla vostra intima esperienza dell'oscurità, potete lasciarla andare. Potete lasciarla stare, senza il bisogno di giudicarla affatto. Se comprendete davvero la paura come il potere che è e che conoscete a fondo attraverso le vostre esperienze di vita, potete evitare di giudicare. La paura non è né bene né male. La paura È ed ha un certo ruolo da giocare.

In qualche modo, molto difficile da esprimere con i concetti umani, la paura è una benedizione, come pure una tortura. In ogni caso, la scelta di far entrare la paura nella vostra realtà non fu fatta per voi. Voi eravate gli Dei, per così dire, che permisero alla paura di giocare un ruolo essenziale nella vostra realtà. Lo faceste, non per torturare voi stessi, ma per creare, per creare una realtà che avesse più sostanza, più "pienezza" in sé di un mondo basato solamente sull'amore. Mi rendo conto che questo può sembrare incredibile, ma forse potete intuitivamente afferrare ciò che sto cercando di dire qui.

La paura è una parte vitale della creazione. Là dove c'è paura, non c'è amore. Là dove non c'è amore, l'amore può essere trovato in modi nuovi e imprevedibili. È possibile esplorare, persino creare, un'intera gamma di emozioni in assenza dell'amore. L'assenza dell'amore può essere sentita in una varietà di modi. La presenza dell'amore può essere sentita solo contro lo sfondo della paura. Altrimenti pervaderebbe il tutto e non lo notereste come tale.

Quindi, creando paura, catapultandovi al di fuori dell'oceano d'amore che vi circondava, vi permetteste di sperimentare l'amore per la prima volta.

Comprendete?

Voi non avete creato l'amore, ma avete creato l'esperienza dell'amore. Per fare questo, vi serviva un opposto, qualcosa di diverso dall'amore, e avete usato la paura come strumento. Noi, dall'altro lato del velo, possiamo vedere chiaramente il ruolo spirituale che la paura ha nella vostra realtà. Perciò vi imploriamo continuamente di non giudicare. Per favore, non giudicate la paura e l'oscurità che porta, né in voi stessi né in qualunque altro essere. Siete stati tutti creati dall'amore e all'amore ritornerete.

Quando entrate nella fase due del processo di trasformazione dall'ego al cuore, siete messi a confronto con il vostro dolore interiore, la vostra paura, e siete invitati ad osservarlo con comprensione e accettazione.

Dopo essere diventati consapevoli del vostro dolore e della vostra paura interiori, potreste passare inizialmente un periodo di autocritica, in cui potete manifestare un comportamento distruttivo. Può sembrare che stiate andando all'indietro anziché in avanti. A quel punto vi trovate nella zona di pericolo, la terra di nessuno tra l'ego e il cuore. Sapete di volervi liberare del vecchio, ma non potete ancora abbracciare realmente il nuovo, così rimanete intrappolati nell'insicurezza e nella autocritica. Il punto di svolta arriva quando smettete di giudicare voi stessi - almeno per un po'.

Soltanto quando siete preparati a guardare voi stessi con un atteggiamento di interesse e apertura, voi entrate nella realtà della coscienza basata sul cuore. Prima di questo state semplicemente confrontando voi stessi con uno standard o un'ideale artificiale che, per la maggior parte del tempo, non riuscite a raggiungere. Vi rimproverate per questo e poi cercate di nuovo di adattarvi nello stampo che avete creato per voi stessi nella vostra testa.

Questo tipo di perfezionismo, vi dico, è un'arma letale. È proprio l'opposto dell'amore. L'amore non confronta affatto e, quel che è più importante, non vuole mai costringervi a nulla o cambiarvi in alcun modo. L'amore non ha occhio per quello che dovrebbe essere. La stessa categoria dei "dovrebbe" è assente dalla coscienza del cuore. Visti dal cuore, le categorie morali sono semplicemente dei modi di interpretare o "dividere" la realtà. Sono delle idee nella vostra testa e, come sapete, possono variare molto da una testa ad un'altra. È proprio la necessità di stabilire degli standard e definire il bene che fa da precursore ai conflitti e alle guerre umane. A causare aggressione e conflitti, non sono tanto le idee quanto il bisogno sottostante di controllare e fissare.

Gli ideali politici, personali o spirituali, gli standard di bellezza e salute, vi forniscono dei modelli di come dovrebbero stare le cose, di come vi dovreste comportare. Tutti questi cercano di fissare e definire ciò che è Bene.

Ma l'Amore non è interessato a definire il Bene. Non è interessato alle idee ma alla realtà. L'amore si rivolge a ciò che è reale.

Il cuore è interessato a tutto quello che è, ad ogni espressione effettiva di voi, a quelle distruttive e a quelle costruttive. Prende semplicemente nota; è semplicemente presente, circondandovi con la sua presenza, se glielo permettete.

Se vi aprite alla realtà dell'amore, alla realtà del cuore, lasciate andare il giudizio. Accettate chi siete in questo momento. Vi rendete conto che siete chi siete per molteplici ragioni, che ora studierete ed esplorerete.

Quando arriva, questo momento è una grande benedizione per l'anima. Ora siete in grado di guarire voi stessi. Di tanto in tanto ricadrete nell'autocritica, ma adesso avete un ricordo consapevole della sensazione che l'amore dà. E non appena l'avete, lo ritroverete di nuovo, perché avrete riassaporato il dolce profumo di Casa.

Nella seconda fase della transizione dall'ego al cuore, vi mettete in un contatto più profondo con voi stessi. State dando un'occhiata più da vicino al vostro bagaglio del passato. Rivivete dei ricordi dolorosi, ricordi di questa vita, forse ricordi delle vite passate. Il bagaglio psicologico che vi portate dietro da tutte le vostre vite, fino a quella corrente, costituisce la vostra identità attuale. Potete considerare questo bagaglio come una valigia piena di vestiti. Avete recitato molti ruoli in passato, assunto molte identità, proprio come capi di vestiario. Avete creduto talmente tanto in alcuni dei ruoli da arrivare a considerarli parte della vostra identità. “Questo sono io”, voi pensate di tali ruoli o "abiti".

Quando indagate realmente quello che questi ruoli hanno a che fare con voi, scoprirete tuttavia che non è questo che voi siete. Voi non siete i ruoli psicologici o le identità che assumete. Non siete i vostri vestiti. Avete usato questi ruoli per un bisogno d'esperienza sentito dall'anima.

L'anima prova gioia in tutte le esperienze, perché fanno parte del processo di apprendimento in cui l'anima si è impegnata. Tutte le esperienze sono utili e importanti in questo senso.

Quando osservate più da vicino i vostri ruoli o le vostre identità, noterete presto che ci sono state delle esperienze dolorose, persino traumatiche, nel vostro passato, che rimangono ancora "appiccicati" a voi. Sembra che siate incapaci di lasciarli andare. Sono diventate come una "seconda pelle", pelle al posto di un semplice indumento.

Questi sono gli elementi difficili del vostro passato, i pezzi che ora vi impediscono di vivere davvero e godervi la vita. Vi siete identificati tanto con queste parti da pensare di essere loro. Per questo motivo vi sentite delle vittime e di conseguenza traete una conclusione negativa riguardo alla vita. Ma queste conclusioni non valgono per la vita come tale; valgono solo per le parti traumatizzate della vostra coscienza animica.

Sono queste parti ad avere bisogno di guarigione ora. Le guarirete entrando di nuovo nel passato, ma con una coscienza che è più amorevole e saggia di quanto sia mai stata prima. Nella seconda fase del processo di trasformazione dall'ego al cuore, voi guarite degli episodi del passato avvolgendoli nella vostra attuale coscienza. Rivivendoli nel presente, con l'attenzione centrata sul cuore, lascerete andare le parti traumatiche del vostro passato.

Un trauma ha luogo quando vivete una grande perdita o dolore o male e non riuscite a capirne il motivo. Tutti voi avete vissuto dei traumi in molte delle vostre vite. Infatti, la coscienza dell'ego, durante la fase egoica, è traumatizzata sin dal principio: c'è la perdita dell'Unità o Casa, che essa ricorda e non capisce.

Quando, attraverso l'immaginazione, andate indietro all'evento traumatico originale e lo avvolgete nella coscienza del cuore, state cambiando la vostra reazione originale a quell'evento. La cambiate dall'orrore e incredulità al semplice prendere nota di ciò che accade. Nella regressione, voi prendete semplicemente nota di ciò che è avvenuto, e questo stesso atto crea spazio per la comprensione, spazio per una comprensione spirituale di quello che ha avuto luogo in realtà in questo evento. Quando questo spazio è presente, state diventando di nuovo padroni della vostra realtà. Ora siete in grado di accettare l'intero episodio, poiché capite dal profondo del cuore che in ogni cosa che accade c'è significato e scopo. Riuscite a percepire con il cuore che c'è un elemento di libera scelta presente in tutto quello che accade, e così crescete verso l'accettazione della vostra stessa responsabilità dell'evento. Quando accettate la vostra responsabilità, siete liberi di andare avanti.

Solamente quando vi metterete in relazione con le vostre passate identità, come fanno gli attori con i loro ruoli, sarete liberi di andare dove volete. Allora sarete liberi di entrare nella coscienza basata sul cuore. Non vi aggrapperete più ad alcun aspetto di ciò che siete stati in passato: vittime o aggressori, maschi o femmine, bianchi o neri, poveri o ricchi, ecc. Quando riuscirete ad essere scherzosi riguardo agli aspetti della dualità ed usarli semplicemente quando questo vi dà gioia e creatività, avrete compreso il significato della vita sulla terra. Sperimenterete grande felicità e una sorta di ritorno a casa. È perché vi state mettendo in contatto con la coscienza che è alla base dei vostri diversi ruoli e identità. Siete di nuovo in contatto con la vostra coscienza divina, la realizzazione che tutto è uno: in breve, la realtà dell'amore.

Chiuderemo questo discorso dandovi due meditazioni, che possono aiutarvi a mettervi in contatto con il flusso dell'unità, il flusso della coscienza divina, che è la corrente di base di tutte le vostre esperienze.


Meditazione 1

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Quali caratteristiche psicologiche, che considerate molto una parte di voi, vi causano più problemi nella vostra vita? Indicate due caratteristiche del genere.

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Concentratevi sugli opposti di quelle caratteristiche. Quindi, se avete scelto "impazienza" o "insicurezza", ora vi focalizzate sui loro contrari: pazienza e fiducia in se stessi. Sentite l'energia di queste caratteristiche per un momento.

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Entrate dentro di voi e cercate queste energie. Indicate tre esempi dalla vostra stessa vita in cui avete manifestato queste caratteristiche positive.

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Ora che siete in contatto con queste caratteristiche positive, lasciate che la loro energia fluisca attraverso voi e sentite come vi danno equilibrio.

 

Meditazione 2

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Rilassatevi e permettete alla vostra immaginazione di viaggiare indietro ad un momento in cui vi siete sentiti molto felici. Prendete la prima cosa che vi entra in mente. Sentite di nuovo la felicità.

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Ora andate ad un momento in cui vi siete sentiti estremamente infelici. Percepite l'essenza di ciò che sentivate allora.

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Catturate ciò che c'è di comune ad entrambe le esperienze. Sentite che cosa c'è di uguale in entrambi i momenti.


Entrambe le meditazioni sono mirate a rendervi consapevoli della coscienza sottostante, del sempre presente "voi", in tutte le vostre esperienze. Questo veicolo di coscienza sempre presente, il portatore delle vostre esperienze, è il Voi divino. È il vostro ingresso nella realtà oltre la dualità: la realtà del cuore.

 

© Pamela Kribbe
http://www.jeshua.net/

 

Traduzione di Paula Launonen



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